Sirmione in eta' moderna

l'età moderna: il dominio veneziano

Sirmione si trova in una posizione stategicamente importante, fra la pianura e la parte meridionale del lago, territorio di confine della signoria scaligera e successivamente, dall'inizio del XV secolo, della Repubblica veneziana. E a Venezia resterà legata sino alla sua caduta nel 1797.

antica cartina., 18 kB

da Verona a Brescia...

Ecclesiasticamente legata a Verona, della cui diocesi fa tuttora parte, Sirmione scelse all'inizio del XIX secolo di appartenere, dal punto di vista civile, alla provincia di Brescia e quindi alla Lombardia. Una curiosa voce vuole che tale scelta fosse legata a una esigenza molto banale, quella di evitare il sole negli occhi nel momento di recarsi al mercato: Brescia, essendo a Occidente, garantiva il sole alle spalle sia all'andata (in orario mattutino) sia al ritorno (in orario vespertino). Al contrario Verona costringeva a viaggiare avendo il sole negli occhi tanto all'andata quanto al ritorno.

Sirmione in età contemporanea

Nell'Ottocento la popolazione era dedita alla pesca e nell'entroterra all'agricoltura, con le colture tipiche della zona, l'olivo, la vite, il gelso. Lo sviluppo turistico di massa e le conseguenti grandi trasformazioni urbanistiche del territorio risalgono al secondo dopoguerra. A questo fenomeno ha contribuito in modo notevole la presenza di acque sulfuree, note da secoli, ma le cui capacità curative cominciarono a essere sfruttate solo dalla fine del secolo scorso.

la fonte Boiola

In effetti il Paese rimase in condizioni di povertà fino ad avanzato Novecento. Un contributo al suo decollo turistico lo diede appunto la scoperta della fonte termale detta “Boiola„ (da bollire), dovuta soprattutto al prof. don Angelo Piatti, che tra il 1883 e il 1891 promosse attività di esplorazione subacquea, che accertarono la presenza di tale realtà.

centro storico e frazioni

Negli anni '60' Sirmione inizia a conoscere un impetuoso sviluppo turistico: nascono nuovi alberghi [1], viene realizzato un grandissimo parcheggio, nell'attuale piazzale Monte Baldo, e, lì vicino, il Palazzo dei Congressi, usato anche, per almeno un decennio come Cinema.

Contemporaneamente a questo sviluppo del turismo nel centro storico si sviluppano anche le frazioni: soprattutto Colombare, che fino agli inizi degli anni '60 era costituita da pochissime case, e Lugana. Non pochi abitanti del Centro storico decidono di trasferirsi appunto a Colombare, per meglio sfruttare commercialmente gli edifici dentro il Centro storico. Si verifica così, negli anni '60/'70 una emorragia di popolazione residente nel Centro storico, direttamente proporzionale all'accrescimento della popolazione nelle frazioni.

Nella seconda metà degli anni '70 lo stesso Municipio, un tempo dislocato nel Centro (in piazza Carducci) viene trasfreito a Colombare.

Negli anni '80 e più ancora '90 anche le zone del paese che erano fino a quel momento rimaste, come dire?, riservate ai residenti, come la zona attorno alla Chiesa parrocchiale, vengono destinate al turismo.

l'attuale turismo

Qualche problema lo ha posto e lo pone, almeno dalla fine degli anni '70, la non sempre facile composizione tra le esigenze del turismo di massa, di tipo essenzialmente "pendolare", e quelle del turismo stanziale, fatto di gente che fa le cure termali o comunque vuole soggiornare per un certo periodo di tempo, in genere cercando a Sirmione una tranquillità che altrove non si potrebbe trovare.

È vero peraltro che i giorni in cui a Sirmione il turismo "pendolare" detta il clima è limitato alla feste. Nei giorni feriali in genere l'atmosfera del paese è quella di una realtà tranquilla.

Ciò che conta è che la gente che viene non incontri solo un “ciò„, ma anche una realtà personale, dei “tu„: solo così si realizza un turismo sostenibile, cioè umano. Ma questo non riguarda solo Sirmione...

note

[1] Fino a metà degli anni '30 gli alberghi a Sirmione erano il Terme, il Boiola, l'Eden, lo Splendido, il Vittoria, il Castello (questi ultimi tre ora non più esistenti), il Giardino (allora Giardinetto), la Speranza, il Marinaio e il Catullo.
Già allora il flusso turistico comprendeva non solo italiani, ma anche tedeschi e inglesi (cito dai ricordi di un anziano sirmionese).


la Birra dei monaci

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