Sirmione in etĂ moderna
il dominio veneziano
Sirmione si trova in una posizione strategicamente importante, fra la pianura e la parte meridionale del lago, territorio di confine della signoria scaligera (Verona) e successivamente, dal 1405, della Repubblica veneziana. E a Venezia resterĂ legata sino alla sua caduta nel 1797.
Durante la dominazione veneziana non risultano vicende particolarmente significative. Sirmione, chiamata anche, in tali secoli (come risulta da alcune mappe) Sermione (in qualche caso risulta persino Sarmione) rimase un piccolo paese i cui abitanti, erano prevalentemente dediti alla pesca, e in qualche misura all'olivicoltura.
Nelle campagne circostanti sarebbe attestata anche la coltura della vite e del gelso. Come un po' nel resto d'Italia il numero di abitanti era sensibilmente inferiore all'attuale (secondo alcune stima nel 1530 il loro numero si sarebbe aggirato attorno ai 1155).
Come capitava anche altrove, anche a Sirmione vi furono contrasti tra gli “antichi originari” che potevano vantare un’antica discendenza, e i nuovi arrivati, o “forestieri”. Questi ultimi furono a lungo interdetti dall'uso dei beni comunali fino al 1780. La comunità sirmionese era governata da un consiglio eletto a lungo dai soli “antichi originari”.
da Verona a Brescia...
Ecclesiasticamente legata a Verona, della cui diocesi fa tuttora parte, Sirmione fu assegnata, nel 1816 (sotto il dominio asburgico), dal punto di vista civile, alla provincia di Brescia (distretto di Lonato). Secondo quanto asseriva Antonio Melluso, un appassionato alla storia sirmionese, si sarebbe trattato di una scelta fatta dagli stessi abitanti del paese, e per motivi banalmente utilitaristici. Ossia il fatto che in tal modo avrebbero evitato il sole negli occhi quando andavano al mercato. Brescia, infatti, essendo a Occidente, garantiva il sole alle spalle sia all'andata (in orario mattutino) sia al ritorno (in orario vespertino). Al contrario, ovviamente, di Verona, collocata a est.